Cerca nel blog

lunedì 10 giugno 2019

LA LETTERA UE? SI RISPONDE COSÌ: con il piano d'azione proposto da Alber...

sabato 5 novembre 2011

LA REALTA' IN UN SOGNO

Un pensiero frizzante come te
è il dolce tormento dei miei sogni
e mi perdo tra antiche immagini di momenti tuoi
e nella vita che in te si specchia
Lontana dalle mie mani
ti accarezzo con gli occhi
e quel fiore che sei
diviene la quercia di un sogno
sul viale d’una favola che attende
momenti di libertà
in cui liberamente viviamo
e pensiamo a noi.
(M. Candido)

LA FOTO NELLA MIA STANZA

Il tuo ricordo è un silente sorriso
e solo la gioia negli occhi fa rumore;
costante come l'aria è la tua presenza
come dalla terra un germoglio
fino all'essere fiore
Infinitamente dentro la mia stanza
come il calore di un lume ad olio
come una carezza al cuore
ti guardo e pensieri si richiamano
...si rincorrono.
Tu divenisti immortale in quell'istante...
un bella rosa tra le più belle cose.
Reggina di questo regno.
Unico fiore di questo giardino.
Unica stella di questa notte.


(M. Candido)

LA NOTTE


Non vidi più la via per l'umore nero...
la fine d'un triste giorno così fu giunta
e con fare pilatesco
di la si tuffa il sole
come per esecuzione di natural sentenza.
Il manto della notte s'erge di vigorosa aria
urlando l'alt a ciò che è stato
e ciò che sarà comincia...
Piano, piano rallentai il passo
e attento mi vidi a gustar la sera.
Vidi gioir le luci dei negozi
e di luminosa piglia si fece l'aria.
... indossava fioccanti sorrisi e voci
gioiosi gli sguardi e gli occhi di passanti mesti
cambia il mio umore
come l'ardire imprevedibile del vento
facile come l'è un canto
cambiò così vestito l'espressione
Così quel giorno e da quel giorno in poi
la sento culla di litigiosa pace
prosperosa luce e luminosità nel cuore.
Per sempre da quelle ore
fu per me la notte

(M. Candido)

PER UN ISTANTE

Dentro angoli di stanze mute
corrente di vita si schianta su porte dipinte;
notte e giorno si inseguono
attraverso la polvere del tempo
Io mi accorgo di te che passi e taci
foglia d'edera abbarbicata
tra le pareti dell'anima...
...il mio orgoglio fatto di lacrime e spade
d'improvviso nuota vigoroso nel sangue
e divina luce muore nell'eclissi di rabbia...
...nell'infinito e prezioso istante di un “ti amo”
conoscersi è luce improvvisa della fine
e quando una debole lacrima solca il viso
davanti non più tu ed io che inseguo
ma strade vuote d'asfalto grigio
Dietro invece,
dove già i miei passi furono
vive solitario il giardino
dove per te avrei raccolto fiori.

(M. Candido )

IL CAFONE

       

Come una puttana in ghingheri
Il cafone luccica
e tanto più gode quando con passo rivoltante
si mostra a passeggiare
e a passeggiar presidia
il salone della piazza e l’industria dell’invidia.
Come il grasso cola
E unge al suo passar  fetide panchine
e lustri marciapiedi scorre…
mentre con piglio disinvolto  sbircia
attento che il lecchino passi con le sue moine.
Come il letame fete
convinto e straconvinto che ad ognuno
regala al suo passar il suo profumo.
Quando non è l’albero più alto
maledice il sole e ha le fiamme dentro.
Fin anche l’elemosina al barbone
serve a saziare l’ingordigia del cafone
e ad egli avvicinandosi, meglio se notato
si gode emozionato la sua meta
finalmente può mostrare le sue mille banconote
al povero barbone a cui offre la moneta.

(M. Candido)