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sabato 5 novembre 2011

IL CAFONE

       

Come una puttana in ghingheri
Il cafone luccica
e tanto più gode quando con passo rivoltante
si mostra a passeggiare
e a passeggiar presidia
il salone della piazza e l’industria dell’invidia.
Come il grasso cola
E unge al suo passar  fetide panchine
e lustri marciapiedi scorre…
mentre con piglio disinvolto  sbircia
attento che il lecchino passi con le sue moine.
Come il letame fete
convinto e straconvinto che ad ognuno
regala al suo passar il suo profumo.
Quando non è l’albero più alto
maledice il sole e ha le fiamme dentro.
Fin anche l’elemosina al barbone
serve a saziare l’ingordigia del cafone
e ad egli avvicinandosi, meglio se notato
si gode emozionato la sua meta
finalmente può mostrare le sue mille banconote
al povero barbone a cui offre la moneta.

(M. Candido)

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